- Homepage
- Le Notizie dall’archivio
- Cortina 1956: quando le Olimpiadi cambiarono lo sguardo sulla montagna italiana
Cortina 1956: quando le Olimpiadi cambiarono lo sguardo sulla montagna italiana
da Le Vie d‘Italia, febbraio e marzo 1956:
La prima volta che l’Italia ospitò le Olimpiadi Invernali fu nel 1956, teatro – ieri come oggi – sempre Cortina d’Ampezzo, allora unica sede della VII edizione dei giochi, quelli in cui per la prima volta parteciparono i sovietici, all’insegna della diplomazia dello sport. Un evento seguito anche da Le Vie d’Italia, che gli dedico la copertina del numero di Febbraio, e in un lungo articolo uscito sul numero successivo (si trova a pagina 304 dello sfogliabile), dava conto dei risultati sportivi (l’Italia vinse solo 3 medaglie, tutte nel bob) ma anche delle polemiche sull’opportunità o meno di ospitare i Giochi. «Che hanno la funzione e il vantaggio di essere sorgente di prestigio per il Paese chiamato a organizzarle», scrive Bruno Roghi. Prestigio che ha un valore “non soltanto astratto, ma concreto: il valore di un accrescimento di beni spirituali che si ripercuotono in mille guide e per mille rivoli sui piani dei beni materiali”.
Che le Olimpiadi di Cortina 1956 siano state “uno spazio di sperimentazione infrastrutturale e una vetrina per territori montani fino ad allora considerati marginali” lo evidenzia anche la gallery dedicata agli sport alpini e alla montagna.
Ogni mese la newsletter “A tu per Touring – Novità, idee, ispirazioni” (qui il numero di febbraio 2026), informa i soci TCI sulle attività del Club, propone itinerari e materiali dell’Archivio Storico TCI e molti spunti per riflettere e interpretare la nuova geografia del nostro tempo.
Trovi tutti i numeri recenti della Newsletter QUI
La Newsletter è GRATUITA e puoi iscriverti QUI
La mostra Italia in movimento. Autostrade e futuro, dedicata al centenario della prima autostrada italiana, ospitata presso il MAXXI di Roma e presentata anche alla 46ª edizione del Meeting per l’Amicizia fra i Popoli di Rimini, propone al pubblico un’ampia riflessione su come le grandi infrastrutture abbiano segnato il territorio, la mobilità e la cultura del viaggio in Italia.
