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Lo sguardo sulla scuola di un maestro della fotografia

David Chim Seymour non era un fotografo come tutti gli altri della sua generazione. Se il suo amico Robert Capa pensava che per fare foto buone bisognava esser vicini agli eventi, lui amava fotografare le cose di lato. Non la guerra, la tragedia e l’eroismo, ma le persone, i civili in fuga, i bambini. Facce più che fatti. Tra i fondatori dell’agenzia Magnum, Seymour nel 1950 riceve un incarico dall’Unesco: documentare la campagna del governo italiano e dell’Agenzia delle Nazione Unite per combattere l’analfabetismo endemico del Sud Italia, dove più del 50% delle persone non sapevano né leggere né scrivere. Ne nasce un lavoro monumentale, They Did Not Stop at Eboli, che intraprende assieme allo scrittore Carlo Levi con cui visita Basilicata, Puglia e Calabria.

Una ventina degli scatti di quel progetto sono conservati nell’Archivio Storico del Touring Club Italiano, li potete vedere in questa gallery. Una sola di queste immagini venne pubblicata su Le Vie d’Italia dell’aprile 1961 (pp. 468-478 dello sfogliatore), a corredo di un articolo sull’evoluzione della popolazione italiana dal 1861 a oggi. Le altre sono rimaste in una busta per tanti anni. Immagini realiste, schiette, forti: mani callose di anziani, bambini assorti in lettura, pennini, calamai e banchi di legno. Soggetti immortalati dallo sguardo di un orfano. Seymour era orfano di una famiglia ebrea scappata dalla Polonia, che guarda poveri di altre latitudini che cercano di emanciparsi attraverso il sapere. Ora riemergono per salutare con lo sguardo di un maestro della fotografia l’inizio di un nuovo anno scolastico.

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