Il centro che si costruisce. Milano e Mantova tra rappresentazione e trasformazione
La piazza è innanzitutto costruzione consapevole dello spazio urbano. A Milano, tra Ottocento e primo Novecento, la trasformazione del centro ridefinisce il sistema delle piazze: Piazza della Scala si configura come spazio della rappresentazione borghese legato al teatro, mentre Piazza Cordusio diventa nodo finanziario e commerciale, ridisegnato dopo l’Unità con edifici bancari monumentali.
Piazza Duomo, invece, è il risultato di un lungo processo che culmina tra XIX e XX secolo, quando l’apertura degli spazi e la costruzione della Galleria Vittorio Emanuele II (Giuseppe Mengoni, 1865–77) stabiliscono un nuovo rapporto tra architettura e flusso urbano.
A Mantova, Piazza Sordello conserva una struttura più antica, definita tra XIII e XV secolo come spazio del potere dei Gonzaga. Qui la piazza non è simmetrica né chiusa, ma costruita per addizione: palazzi, torri e chiese compongono un sistema stratificato.
Milano mostra il cambiamento in atto; Mantova conserva il tempo accumulato.