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Sport e Olimpiadi. Immagini tra competizione e paesaggio

Paesaggi alpini, impianti sportivi e gesti atletici: come gli sport invernali hanno ridefinito la montagna in un luogo di modernità, incontro e vita quotidiana, dalla prima metà del Novecento fino all’orizzonte di Milano-Cortina 2026.

Il rapporto tra modernità e montagna è sugellato in Italia dalle Olimpiadi invernali di Cortina d’Ampezzo del 1956, grazie alle quali le Alpi diventano uno spazio di sperimentazione infrastrutturale e vetrina internazionale. Territori fino ad allora segnati da economie tradizionali e da una villeggiatura d’élite vengono progressivamente riconfigurati come luoghi di accesso più ampio, pratica sportiva organizzata e mobilità turistica.

Gli sport invernali sono un fenomeno culturale complesso, capace di intrecciare paesaggio, turismo e vita quotidiana. Nel corso del Novecento la montagna viene attraversata da nuovi flussi, abitata da pratiche sportive emergenti e inserita in una rete di relazioni che collega località alpine e grandi centri urbani. Una narrazione sospesa tra memoria storica e proiezione futura che giunge idealmente alle soglie di Milano-Cortina 2026.

Cortina d’Ampezzo: il paesaggio come palcoscenico

Le Dolomiti, e in particolare Cortina d’Ampezzo, costituiscono lo sfondo privilegiato di questa trasformazione. Il paesaggio naturale non è solo cornice scenografica, ma parte integrante della narrazione sportiva: montagne, vallate e centri abitati concorrono a definire l’identità della località come capitale dello sport invernale italiano.

Le vedute panoramiche e urbane mostrano una Cortina in equilibrio tra dimensione alpina e vita sociale. Il centro cittadino, le strade animate da arrivi e partenze, i profili delle cime sullo sfondo raccontano di un luogo attraversato, osservato e vissuto, in cui lo sport convive con la quotidianità e la rappresentazione mondana.

Lago di Misurina e Tre Cime di Lavaredo, 1901
Veduta di Cortina d’Ampezzo con il Monte Cristallo, [ca. 1930]
Arrivi e partenze a Cortina d’Ampezzo, [ca. 1930]
Corso Vittorio Emanuele a Cortina d’Ampezzo, [ca. 1930]
Panorama di Cortina d’Ampezzo, 1950

Una montagna sempre più accessibile

Funivie, sciovie e impianti sportivi trasformano in modo profondo il paesaggio alpino, diventando segni visibili di modernizzazione. Queste infrastrutture facilitano la pratica sportiva e ne ampliano il pubblico, rendendo l’alta quota più controllata, organizzata e accessibile.

Sciatori in attesa, cabine affollate, impianti che collegano fondovalle e piste. Accanto alle strutture alpine, il Palazzo del Ghiaccio di Milano amplia il racconto, mostrando come lo sport invernale trovi spazio anche in ambito urbano, instaurando un sistema territoriale che unisce città e montagna e anticipando la geografia diffusa dei grandi eventi olimpici contemporanei.

La funivia Cortina–Pocol, 1920
La sciovia Cortina–Pocol, [ca. 1940]
Sciatori sulla funivia della Paganella, 1940
Sciatori sulla sciovia a La Villa, frazione di Badia, ante 1963
Interno del Palazzo del Ghiaccio di Milano, 1923

Fatica e movimento: i gesti degli atleti

Lo sport è disciplina del corpo, ma anche costruzione di identità individuali e collettive. Le fotografie mettono al centro i gesti degli atleti: l’apprendimento, la discesa, l’attesa, la concentrazione. La pratica sportiva appare come esperienza fatta di fatica e movimento, ma anche di condivisione e partecipazione.

Dalle gare degli allievi delle scuole di sci alle manifestazioni promosse dal Touring Club, gli sport invernali diventano parte di un processo educativo e sociale, capace di coinvolgere pubblici diversi e di costruire un senso di appartenenza attorno alla montagna.

Settimana del Touring a Ponte di Legno, 1912
Gruppo di sciatori in fila sulla Paganella, 1930
Pattinatori al Palazzo del Ghiaccio di Milano, [ca. 1930]
Uno sciatore in discesa dalla Paganella, 1940
Gara degli allievi di una scuola di sci a Cortina d’Ampezzo, [ca. 1950]

Presenza femminile e pratiche di benessere: nuove forme di socialità

La presenza femminile negli sport invernali segna un cambiamento sociale rilevante, contribuendo al mutamento dei ruoli e delle modalità di coinvolgimento. Le immagini di gare femminili e di pattinatrici suggeriscono una progressiva risemantizzazione dei ruoli di genere, mostrando come la montagna diventi uno spazio di emancipazione, visibilità e condivisione.

Accanto all’agonismo, emerge una concezione dell’alta quota come luogo di benessere e cura del corpo. Gli istituti elioterapici di Cortina documentano, infatti, pratiche legate alla salute, restituendo un’idea di sport e montagna come esperienza integrata, in cui attività fisica, socialità e soggiorno si sovrappongono.

Gara di sci femminile, 1910
Pattinatrice, 1911
Ospiti dell’Istituto elioterapico Codivilla di Cortina d’Ampezzo, 1920
Bagni di sole all’Istituto elioterapico Codivilla, 1920
Pattinatrice sul ghiaccio a Cortina d’Ampezzo, 1950

Aspettando Milano-Cortina 2026

Continua il viaggio tra le montagne italiane e gli sport invernali all’interno dell’archivio del Touring Club Italiano.

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Lago di Misurina e Tre Cime di Lavaredo, 1901
Con il contributo diRegione Lombardia