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Prima dei neon e dell’alta velocità: il volto inedito dell’Asia negli anni Cinquanta del 20° secolo

da Le Vie del Mondo, maggio e dicembre 1955:

A proposito di Giappone. Sfogliare le riviste storiche del Touring vuol dire anche ribaltare immagini stereotipate legate a storie e geografie. Ci è successo recentemente aprendo Le Vie del Mondo (la rivista mensile del Touring pubblicata a più riprese nel corso del Novecento) nell’annata del 1955, ovvero settant’anni fa. Due reportage introducono i lettori a lontani mondi asiatici: Gustavo Tomsich porta in Corea del Sud sul numero di maggio, poi in Giappone su quello di dicembre. Se oggi siamo soliti associare ai due Paesi immagini di modernità e progresso, pensando che quei grattacieli, quelle luci al neon, quei treni che viaggiano come fulmini siano sempre esistiti, il testo e le fotografie dell’inviato sono invece incredibilmente lontani da qualsiasi racconto di innovazione o di futuro. Il panorama di Osaka, per esempio (a pag. 1336-37), è una distesa anonima di casette basse e di ciminiere, più facilmente collegabile (nei nostri immaginari) a certe periferie industriali europee o russe che a una città dell’Estremo Oriente.

Il fatto che forse tendiamo a dimenticare è che entrambi i Paesi hanno vissuto gravi vicende belliche e che a quel tempo ancora faticavano a riprendersi. “Contrariamente a quanto è avvenuto per gli altri Paesi belligeranti della seconda guerra mondiale” scrive Tomsich “il Giappone sta appena ora ritrovando una certa stabilità economica”. Erano passati solo dieci anni da Hiroshima e Nagasaki. Per la Corea un’altra guerra aveva sconvolto la penisola tra il 1950 e il 1953. “Completamente disorientata, la popolazione è divenuta più apatica di quanto non sia di natura, adattandosi a vivere alla giornata o quasi” scrive l’autore. Parole che oggi sarebbe molto difficile associare a Seul e dintorni. Il volo di Giappone e Corea del Sud verso il “primo mondo” luccicante e veloce sarebbe arrivato solo nei decenni successivi.

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