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Caro amico, ti scrivo: cartoline dalla Puglia

Piccolo souvenir di viaggio, regalo o documento di paesi lontani, la cartolina è dalla fine dell’Ottocento un oggetto cult che condensa ricordi ed emozioni di viaggio. Ma è anche un altro modo, diverso dalla fotografia, per raccontare – e leggere – un territorio

Dal 1897 la cartolina illustrata diventa un must-have per i viaggiatori – e per i collezionisti
Meno note delle 350.000 stampe fotografiche in bianco e nero, le 30.000 cartoline conservate in Archivio raccontano di un ulteriore e altrettanto interessante utilizzo dell’immagine fotografica per la promozione turistica di luoghi e territori.
Souvenir di viaggio cui affidare impressioni e affetti, le cartoline illustrate sono discendenti ufficiali della cartolina postale, decorata soltanto di stemmi e che veniva “ufficializzata” nel 1878 nelle dimensioni di 9×14 cm dall’Unione Postale Universale.
Nel 1897 un vero e proprio Congresso dell’Unione Postale Universale, il V°, sanciva, invece, la validità internazionale della cartolina illustrata di produzione privata, dando vita ad un fenomeno di vera e propria cartofilia – il collezionismo di cartoline, che insieme alle tessere telefoniche e alle monete ha mantenuto un primato indiscusso nelle preferenze dei collezionisti.
“Viaggiate” – ovvero spedite a qualcuno, con tanto di saluti e affetti – oppure acquistate semplicemente come ricordo e quindi intonse, le cartoline illustrate dell’Archivio Touring testimoniano della diffusione di questo must-have dei viaggiatori e della sua varietà a livello di contenuti, grafica e stile.

Propaganda turistica e vissuti personali
La sezione di cartoline sulla Puglia, ad esempio, ben rappresenta questa varietà e costituisce un racconto della regione che si affianca a quello trasmesso dalle stampe fotografiche e dagli articoli pubblicati sulle riviste Touring.
Un racconto che si fa più dichiaratamente turistico – la cartolina è, a tutti gli effetti, un potente mezzo di propaganda turistica – ma che spesso porta in luce anche storie ufficiali e vissuti personali.
Vissuti personali interni all’associazione, ad esempio, come gli auguri per il nuovo anno che il console di Andria, a nome di tutti i soci da lui rappresentati, invia al Presidente del TCI Giovanni Bognetti a cavallo fra gli anni Venti e Trenta.

Una cartolina inviata a Giovanni Bognetti, Presidente Touring dal 1926 al 1935, dai soci TCI di Andria
Una cartolina inviata a Giovanni Bognetti, Presidente Touring dal 1926 al 1935, dai soci TCI di Andria

Fra folklore e tradizione
Fra le cartoline più datate, molte danno spazio al folklore attraverso ritratti della popolazione, anche un po’ stereotipati, e immortalando momenti importanti per la collettività e per l’identità locale, come i festeggiamenti a Bari in occasione della festa di Nicola, santo patrono della città.

Bari, processione di San Nicola, 8 maggio, ca. 1920
L'espressione del lutto presso i contadini, ca. 1920
Popolane vestite alla moderna, le quali preparano l'ambarrà per ostacolare il passaggio della sposa, ca. 1920

La promozione dei territori viaggia per posta
Parallelamente, si fa strada in quel giro di anni anche un altro tipo di cartolina, dal taglio più spiccatamente turistico: la cartolina è, a tutti gli effetti, un’occasione efficace per promuovere i territori e le principali località.

Compaiono, intorno agli anni Trenta, le composizioni che riuniscono nei 9×14 cm della cartolina più scatti fotografici – uno stilema grafica che avrà grande fortuna nei decenni successivi.

Anche alberghi e strutture ricettive intuiscono presto il potenziale enorme della cartolina, in termini di pubblicità e di visibilità. Già negli anni Trenta, ad esempio, l’Hotel Cicolella di Siponto si pubblicizza come “meta dei bagnanti d’estate e dei cacciatori d’inverno – aperto tutto l’anno”, dettagliando al verso della cartolina anche ulteriori punti forti: ristorante, bar, garage e dancing!

Negli anni Cinquanta, è proprio indirizzando una cartolina di Castellana Grotte direttamente al Touring che un abitante di Castellana porta all’attenzione dell’associazione questo meraviglioso complesso carsico.

I trulli di Ceglie Messapico, ca. 1930
Palazzo Ducale, Martina Franca, ca. 1940
Trulli, Ceglie Messapico, ca. 1930
Saluti da Nardò, ca. 1940
Hotel Cicolella, meta dei bagnanti d'estate e dei cacciatori d'inverno, ca. 1930
Manfredonia - Hotel Gargano, 1962
Barletta Lido, luogo delizioso di cure estive, 1936
Grotta Arditi a Polignano a Mare - Dimora di incanto, ca. 1920
Castellana Grotte, ca. 1950
Castellana Grotte, ca. 1950

Cartoline “poco cartolina”: il volto delle città
Delle città le cartoline non mettono in luce soltanto monumenti principali e scorci più classici, “da cartolina” appunto. In alcuni casi, anzi, le città rivelano un volto inedito, molto lontano dai clichè e da una riconoscibilità immediata.
Si trovano allora cartoline di una Bari illuminata dalle insegne di alberghi, pasticcerie e locali, popolata da gente di passaggio che sfugge alla pellicola e suggerisce l’immagine di una città in corsa, piena di vita.

Anche questa cartolina di Lecce fugge dal clichè della città dal barocco sfavillante, prediligendo uno scatto che mette in risalto la storia millenaria della cttà. Piazza Sant’Oronzo di questa storia si fa icona, mettendo in dialogo vestigia romane, elementi barocchi e architettura razionalista, con il Palazzo dell’Ina che funge da moderna quinta architettonica e cinge la piazza su se stessa.

Anche fra le cartoline relative alla città di Taranto se ne trovano alcune che della cartolina turistica patinata hanno ben poco. Della città si promuove un’immagine in movimento, brulicante, di persone, macchine e autobus che si muovono lungo le strade – evidenziando una dimensione quotidiana della città, prima ancora che turistica.
Altre cartoline si soffermano, invece, sulle architetture – quelle eleganti, del centro, con profili sinuosi e un gioco di linee ad effetto e quelle funzionali che raccontano di un momento storico ben preciso, la stagione del piano INA-Casa voluto dallo Stato per la realizzazione di edilizia residenziale pubblica nel primo dopoguerra, a beneficio delle famiglie con basso reddito.

Su un binario parallelo a quello della fotografia ufficiale e delle stampe d’autore, la cartolina non è da meno quindi per efficacia nella descrizione di luoghi e territori e molto spesso aggiunge, a questa rappresentazione, un significativo emotivo e assolutamente personale che si esplicita nelle poche righe che qualcuno, prima di incollare il francobollo e imbucare, ha scritto al verso pensando ad un’altra persona.

Bari, ca. 1940
Piazza Sant'Oronzo, Lecce, ca. 1950
Viale Gallipoli a Lecce, ca. 1950
Via Mazzini a Taranto, cartolina spedita nel luglio 1962
Le architetture eleganti e sinuose del centro città, Taranto, ca. 1940
Il neorealismo architettonico delle palazzine INA-casa a Taranto, cartolina spedita nel 1962
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Gita sul Ciane, 1924
Una cartolina inviata a Giovanni Bognetti, Presidente Touring dal 1926 al 1935, dai soci TCI di Andria
Con il contributo diRegione Lombardia