Paesaggi alpini, impianti sportivi e gesti atletici: come gli sport invernali hanno ridefinito la montagna in un luogo di modernità, incontro e vita quotidiana, dalla prima metà del Novecento fino all’orizzonte di Milano-Cortina 2026.

Un percorso fra le pagine della rivista “Le Vie d’Italia e del mondo” del 1968

È il 3 maggio 1968 quando 400 studenti dell’Università Sorbonne di Parigi, in protesta contro una rivolta classista del sistema universitario, si scontrano con le forze armate della polizia.
È l’inizio del “maggio francese”, diventato l’icona delle contestazioni e delle utopie che 50 anni fa hanno agitato l’Europa e il mondo intero riunendo sotto la stessa bandiera studenti, operai e minoranze etniche.
Che cosa rimane di questo fermento nelle pagine della rivista inviata ai soci del TCI ogni mese? Qual è il ritratto consegnato ai lettori di questo anno entrato nella memoria collettiva di tutte le generazioni a seguire? Ma anche, di cosa altro ha vissuto il mondo in quei mesi?
Un breve tour fra le pagine di “Le Vie d’Italia e del mondo” ripropone alcuni degli articoli pubblicati fra gennaio e dicembre 1968.
La tunisina68
“Paula ha diciannove anni, e lavora alla “boutique” dell’Hilton: è nata a Tunisi, parla tre lingue e porta una minigonna cortissima. Ha un trucco complicatissimo, i capelli biondi tagliati alla efebo.
«La mia giornata ideale? Otto ore di lavoro, otto ore di divertimento, otto ore di sonno. Arrivo all’albergo alle 9 in 850, l’abbiamo comprata a mezzo con una mia amica che lavora qui. A mezzogiorno, break con bagno in piscina fino alle 14 e la sera, quando tutto è finito, andiamo a prendere l’aperitivo al Cafè des Paris»”.
Gennaio si apre con un articolo dedicato alla condizione femminile nella Tunisia di Burghiba, all’indomani di una “campagna dell’abbigliamento” contro la tunica e il velo, primo e importante passo insieme al birth control per il riconoscimento giuridico della donna e perchè potesse avere pari diritti rispetto all’uomo. Una panoramica su una realtà lontana da quanto stava accadendo negli Stati Uniti e in Europa ma animata da uno stesso fermento e da una medesima volontà di affermazione di una cultura maggiormente paritaria.
Pomigliano: il paese dell’Alfa Sud
È del 1968 la costruzione di un nuovo stabilimento dell’Alfa Romeo a Pomigliano d’Arco, tredicimila nuovi posti di lavoro per 300 miliardi di investimento. Ma lo scontento della classe operaia in quegli anni cresce al ritmo dell’agitazione studentesca, diventando nel 1969 la forza che in Italia impedisce al Sessantotto di spegnersi.
Si registrano in quell’anno, infatti, i momenti di tensione più alta. Da rivendicare con scioperi e manifestazioni, quel miracolo economico che non è stato accompagnato da adeguate politiche imprenditoriali e tensioni sociali
Il decalogo del perfetto crocierista
Accanto agli echi del Sessantotto per come tutti lo conosciamo, molti articoli sono dedicati al tema del turismo.
Questo, nel numero di giugno, offre in modo scherzoso 10 importanti regole da seguire per non trasformare in tragedia una promettente vacanza in crociera. Dal non tentare di imitare navigati lupi di mare indossando giacche con bottoni dorati o berretti da marina al non fare la doccia se il mare è mosso, che “non di rado si va a dare una violenta zuccata nello specchio che di solito è sistemato proprio sopra il lavabo. Lo specchio si può rompere e spesso si rompe anche la testa. In entrambi i casi porta disgrazia”
Come avere una casa in ogni parte d’Europa
Nel numero di giugno spazio anche a una nuova soluzione per viaggi di lungo periodo, gli Eurotel. Una via di mezzo fra condominio e grande albergo, queste strutture dispongono di appartamenti autosufficienti e indipendenti, completamenti arredati, e di zone comuni con tutti i servizi necessari, ristoranti, piscina, giardino, tennis, lavanderia.
Una soluzione presentata in queste pagine come ottimale: “da una parte la proprietà, dall’altra i servizi. Da una parte le gioie e le angustie della casa propria, dall’altra la libertà e al tempo stesso le limitazioni dell’usufrutto temporaneo di strumenti e servizi che l’industria delle vacanze mette a disposizione. Era inevitabile che tra un opposto e l’altro nascesse il compromesso.
Bangkok: una città incredibile
Il Vietnam è in guerra, la Cambogia è ostile, in Laos una guerra civile si protrae senza trovare una conclusione. Spicca invece come un’isola felice la Thailandia con la sua capitale Bangkok, “fracassona, gentile, sontuosa, miserabile”, una città fortemente americanizzata in centro ma che lascia spazio, tutto intorno, ai ritmi e ai riti antichi della campagna, dove si concentra il 78% dei quasi 32 milioni di thailandesi.
La popolazione thailandese è una popolazione saggia, “accontentandosi del necessario e non rincorrendo il superfluo”; una popolazione il cui temperamento mite è forse l’applicazione diretta, sulla propria persona, dello spirito buddista di cui è intrisa tutta la Thailandia; persone che non si fanno influenzare troppo dalla scena politica o dai 3 milioni di cinesi che hanno in mano l’intero commercio del paese e che lasciano la politica ai militari, pensandoci solo “quando non si divertono o non lavorano”.
Anche nella lotta dei galli, vero sport nazionale, emerge il carattere dei thailandesi: i guadagni più cospicui li realizza solitamente l’appaltatore della lotteria, in genere un ministro o un membro del governo. “Ma i thailandesi trovano che anche così va bene, ciò che importa è poter giocare”
Per le Olimpiadi 1968 lavorano da due anni
Pochi mesi all’inaugurazione delle Olimpiadi di Città del Messico, dal 12 al 27 ottobre 1968.
I lavori sono avviati da un paio d’anni, tutte le forze disponibili messe in campo per l’ottima riuscita dell’evento. Più che gli sforzi in atto per il completamento delle infrastrutture delle prime olimpiadi in territorio latino-americano, è interessante la prospettiva con cui il Messico si prepara all’appuntamento, intuendo nei giochi olimpici un volano per il turismo.
Dalle Olimpiadi, infatti, il Messico si aspetta anche qualcosa di più. Si aspetta un forte incremento del turismo straniero, che costituisce un valido elemento per portare in pareggio la bilancia dei pagamenti. […] Con i giochi del 1968 i messicani sperano di fare adeguata pubblicità al loro splendido paese, e richiamare così molta gente, sia durante le competizioni sportive sia dopo. […]
Anche le compagnie aeree si preparano a mesi d’oro. Prima fra tutte l’Air France, i cui Boeing in meno di 13 ore di comodo volo collegano l’Europa a Città del Messico. […] Il Messico è a portata di mano; è una mano che vale la pena allungare”
La Calabria è già in orbita
A chiudere questo tour virtuale sul “nostro Sessantotto”, un articolo pubblicato sul numero di novembre dal titolo “La Calabria è già in orbita” che racconta di una regione proiettata con slancio verso gli anni Settanta, in rivoluzione rispetto alle «mentalità arretrate e ai campanilismi» che per anni avevano avvolto il meridione.
Leva di questo cambiamento e di questa volontà di apertura? La più grande operazione turistica in previsione per gli anni Settanta, si legge, con il coinvolgimento degli interessi di pubblici e privati e in grado di annullare anche le divisioni politiche.
“Ciò che maggiormente sorprende nella Calabria d’oggi è l’azione corale, la simultaneità delle iniziative, le strette alleanze che creano questa nuova frontiera. Se non avesse altri meriti, al turismo bisognerebbe attribuire quello fondamentale di avere iniettato nella società calabrese il germe nuovo della coscienza collettiva. [..] La Calabria sta entrando nell’orbita dell’industria delle vacanze e mette le ali”.
Nuove strade, innalzamento dei prezzi delle aree, prolificazione di progetti, politiche più armoniose e un aggiornamento del sistema turistico della regione. I passi da compiere per il futuro sono tanti e, allo scadere dell’anno delle rivoluzioni, anche al turismo viene assegnato un ruolo rivoluzionario, destinato a non esaurirsi e anzi a crescere per tutto il decennio successivo.
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