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Il Villaggio Alpino del Touring

Costruito nel 1919 nelle tranquillità della Val Ganna per ospitare i bambini orfani di guerra, è diventato poi la meta prediletta per le colonie estive targate Touring Club Italiano

Il Villaggio Alpino del TCI in Valganna
Si legge sulla rivista inviata ai soci nel maggio del 1919: “Il Touring ha raccolto un po’ più di un milione per i doni ai soldati durante la guerra. La battaglia di Vittorio Veneto ha felicemente troncato l’opera di distribuzione e, tra avanzi non potuti impiegare, somme pervenute più tardi e interessi maturati sui depositi, ci siamo trovati possessori di 74.000 lire […]. Come adoperarle?
Col consenso di parecchi fra gli ultimi donatori furono destinate a procurare a bambini poveri, di preferenza figli di combattenti, un po’ di cura climatica di mezza montagna”.

Nasce così, da un’idea condivisa con i soci, il Villaggio Alpino – un villaggio in una località di montagna poco distante da Milano, dove accogliere ragazzi rimasti orfani a causa della guerra. A renderlo realtà, la gentile proposta del professor Lauro Chini, che offre al Touring di scegliere una tra le sue proprietà in Val Ganna, in provincia di Varese.
Viene scelta un’area di 32.000 mq, un rettangolo di 200 metri per 160, vicino ad una mulattiera facilmente praticabile. È qui che verrà costruito il Villaggio, grazie alle generose sottoscrizioni di buoni soci. A dare il via al circuito virtuoso delle donazioni, il socio Umberto Grioni, con un contributo di 500 lire.

"Il villaggio del Touring", Luigi Vittorio Bertarelli, Rivista Mensile, maggio-giugno 1919, pp. 101-106
Il Villaggio Alpino del TCI in Valganna: ingresso principale, 1934

La costruzione del Villaggio: un’opera collettiva
A partire da quel momento, le donazioni si susseguono generose e si costituisce un folto gruppo di Fondatori del Villaggio Alpino. I loro nomi sono vergati in bella scrittura su due registri conservati nel nostro Archivio Storico. Non poche le firme “famose” che si possono riconoscere sfogliando i registri.
Quella del Cavalier Vincenzo Aragozzini, ad esempio. Fotografo milanese di spicco, ha collaborato a lungo con il Touring Club Italiano, accompagnando i soci, in veste di fotografo ufficiale, durante le Escursioni Nazionali, affezionandosi così tanto all’associazione da supportarne poi le attività.
Quella di Teresio Borsalino, che dal padre Giuseppe eredita la guida della leggendaria fabbrica di cappelli.
E, ancora, Ulrico Hoepli, l’editore svizzero che a Milano nel 1870 ha fondato l’omonima casa editrice, diventando punto di riferimento per la borghesia colta milanese.

Libro d'oro dei fondatori del Villaggio Alpino
La firma di Teresio Borsalino
La firma di Ulrico Hoepli

L’avvio dei lavori
Le donazioni a sostegno del progetto sono generose: si legge, sulla rivista di settembre-ottobre 1919, che sono state raccolte 245.000 lire.
Il progetto viene affidato ad una squadra di architetti e tecnici: i lavori sono pronti per partire.

Pianta del futuro Villaggio Alpino del Touring, Rivista Mensile, settembre-ottobre 1919, p. 240

Una fitta rete di sostenitori
Per garantire continuità ai lavori e a supporto dell’iniziativa, vengono anche organizzati diversi eventi di beneficenza – ad esempio, una “Festa di giovinezza e d’arte per il Villaggio Alpino del Touring” al Conservatorio di Milano il 28 giugno 1920, a pochi mesi dall’inaugurazione ufficiale del Villaggio.

"Milano - Festa di giovinezza e d'arte per il Villaggio Alpino del Touring", La Sorgente, settembre-ottobre 1920, p. 243

La struttura del Villaggio Alpino
Vengono costruiti 4 padiglioni-dormitorio, abbastanza lontani l’uno dall’altro, per un totale di 28 posti letto. Il Villaggio può ospitare, così, in estate 112 bambini per turno per un totale di tre turni estivi e 336 piccoli ospiti. Per il turno invernale, disponibile dal 1928, i posti totali sono invece 64 e nel Villaggio è attiva la Scuola per l’Insegnamento Elementare, per consentire ai bambini lo svolgimento di un normale percorso di formazione.
Il criterio per la scelta degli ospiti? “I fanciulli dovrebbero a preferenza essere scelti tra i figli dei combattenti e gli orfani di guerra, e così anche il Touring porterebbe il suo contributo per il soddisfacimento di quel debito immenso di riconoscenza che la Patria ha contratto verso i suoi Eroi”, si legge in un articolo pubblicato nel marzo del 1919 sulle pagine della rivista La Sorgente, dedicata ai più giovani. I primi ospiti vengono accolti nell’estate del 1920.

Il Padiglione Pandini, 1955

L’inaugurazione del Villaggio
I primi 50 ospiti del Villaggio, quasi tutti orfani di guerra, salgono al Villaggio Alpino giovedì 14 luglio 1921. Ad accoglierli, la direttrice Elena Corti e le tre maestre, Piera Fantoni Modena, Mariannina Vaccaro ed Egle Suardi.
L’inaugurazione ufficiale, invece, si svolge domenica 17 luglio. Al termine della cerimonia, il Segretario Generale del Touring consegna ai 50 orfani una bandiera, offerta loro dagli studenti del Turismo Scolastico del Touring.

Villaggio Alpino del Touring: il saluto alla bandiera, ca.1930-1940

La vita al Villaggio Alpino
Da allora e per molti anni a venire, il Villaggio ospita con regolarità gli orfani di guerra – offrendo loro l’opportunità di un soggiorno rigenerante, a contatto con la natura e senza trascurare la propria istruzione. Il numero dei piccoli ospiti cresce di anno in anno e lo stesso Villaggio si ingrandisce gradualmente negli spazi.
A contribuire alle attività del Villaggio, molte aziende che inviano al Villaggio i figli dei dipendenti: la Società Pirelli, il Lanificio di Somma Lombardo, la Società Polenghi Lombardi, la Tessitura Fossati Lamperti di Monza, la Cartiera di Verona, la Cassa di Risparmio delle Province Lombarde, la Banca Commerciale Italiana, il Credito Italiano e molte altre.

La merenda al villaggio alpino del Touring Club Italiano, 1921
Regolamento per l'ammissione delle fanciulle, ca. 1940
Regolamento per l'ammissione delle fanciulle, 1940
Regolamento per l'ammissione dei fanciulli, 1940
Il refettorio del villaggio alpino del T.C.I., 1921
Giochi al Villaggio Alpino del Touring, ca. 1940
La scuola del villaggio alpino del T.C.I., 1921

Il sogno di tre betulle: la favola del Villaggio Alpino illustrata da Antonio Rubino
Nel 1949, trent’anni dopo l’avvio dei lavori per la costruzione del Villaggio Alpino, l’editore Amilcare Pizzi di Milano dà alle stampe una favola sul Villaggio, dal titolo “Il sogno di tre betulle”.
Le illustrazioni del volume vengono affidate ad Antonio Rubino, famoso illustratore specializzato in disegni per l’infanzia e considerato il “padre fondatore” del Corriere dei Piccoli, cui collabora fin dalla fondazione nel 1908 disegnandone la testata e inventando dei personaggi. Una copia di questo “piccolo gioiello” è conservata in archivio, insieme a molta altra documentazione relativa al Villaggio.

Il sogno di tre betulle, una favola illustrata sul Villaggio Alpino
Il sogno di tre betulle, una favola illustrata sul Villaggio Alpino
Il sogno di tre betulle, una favola illustrata sul Villaggio Alpino
Il sogno di tre betulle, una favola illustrata sul Villaggio Alpino

Da rifugio per orfani di guerra a colonia estiva per respirare aria di montagna
Finita l’emergenza della guerra, il Villaggio Alpino cambia pelle e si trasforma in una colonia estiva.
Gli ospiti vengono accolti da giugno a settembre, in tre turni della durata di un mese.
Quella al Villaggio diventa una vacanza, una pausa rigenerante di un mese all’aria pulita di montagna, in compagnia di altri bambini.

Registro presenze stagione estiva 1965
Momenti ricreativi al Villaggio Alpino del Touring, 1969
Momento di lettura al Villaggio Alpino del Touring, 1969
La mensa del Villaggio Alpino del Touring, 1969
La mensa del Villaggio Alpino del Touring, 1969
Bambine mentre si recano all'interno dello stabile, 1969

La rete del dono: i contributi per il Villaggio Alpino
Fra i molti i benefattori che si distinguono negli anni Sessanta per generosità nei confronti del Villaggio Alpino, con donazioni e aiuti economici indispensabili per la manutenzione delle strutture, spicca in particolare Ettore Moretti, Cavaliere del Lavoro, soprannominato “papà del Villaggio Alpino” in diversi documenti conservati in archivio.
Nel corso degli anni, Moretti destina diverse somme di denaro al Villaggio, “intitolandole” in alcuni casi alla memoria di persone scomparse: è il caso dell’oblazione di 25.000 lire del 5 giugno 1963 in memoria di Papa Giovanni XXIII, scomparso il 3 giugno 1963.

Donazione di 25.000 lire in ricordo di Papa Giovanni XXIII, 5 giugno 1963

L’ospitalità ai ragazzi friuliani dopo il terremoto del 1976
Il 6 maggio del 1976 un violento sisma colpisce il Friuli Venezia Giulia, con enormi danni ed un alto numero di vittime.
Il Touring, a sostegno della popolazione colpita, decide di mettere a disposizione il Villaggio Alpino per ospitare i ragazzi rimasti sfollati, che hanno così la possibilità di un soggiorno in Valganna insieme agli altri ospiti del villaggio.
È l’ultima, bella iniziativa di solidarietà di cui il Villaggio Alpino si fa carico – prima che i tempi cambino, la storia faccia il suo corso e il Villaggio chiuda infine i battenti, a metà degli anni Ottanta.

Un articolo dalla rivista Qui Touring, settembre 1976
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"Il villaggio del Touring", Luigi Vittorio Bertarelli, Rivista Mensile, maggio-giugno 1919, pp. 101-106
Con il contributo diRegione Lombardia