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In vacanza con il Touring

Le prime “escursioni nazionali”, i campeggi, le vacanze collettive, i primi villaggi turistici. Cinquant’anni di vacanze degli italiani con il Touring Club Italiano

Le Escursioni Nazionali
Le prime proposte di viaggio lanciate ai soci sono delle gite cicloturistiche, subito dopo la fondazione nel 1894 dell’ associazione – allora e fino al 1901 Touring Club Ciclistico Italiano.
La prima vera proposta di un viaggio organizzato, della durata di più giorni e con un programma fitto di spostamenti da una località all’altra, è invece del 1914.
La meta è la Tripolitania, per un tour di più di dieci giorni, dal 29 aprile all’11 maggio 1914, per Tripoli, le oasi di Tagiura e Zanzur, l’altopiano di Homs e l’area archeologica di Leptis Magna.

Ritratto di gruppo al Caffè Zanzur, Escursione del TCI in Tripolitania, 29 aprile - 11 maggio 1914

Le Escursioni Nazionali: la nascita del viaggio di gruppo
Veri e propri antenati dei viaggi organizzati, le Escursioni Nazionali sono rientrate nel programma del Touring di far conoscere il territorio italiano agli italiani e di promuovere la formazione di una coscienza nazionale. Furono, inoltre, il modo di riunire italiani provenienti dalle più diverse regioni, cosa niente affatto facile in quel giro di anni.
Le mete hanno spaziato dalle meta colonie italiane ai teatri di battaglia e di guerra, con l’Escursione Nazionale in Venezia Tridentina del 1919 e quella in Venezia Giulia del 1920; isole e territori ancora poco conosciute come la Sardegna, nel 1921 e la Sicilia, con una doppia escursione nel 1923 e nel 1924, e come l’Abruzzo nel 1922 e la Val Formazza nel 1931; le ultime due grandi escursioni sono quelle, invece, nelle colonie dell’Egeo nel 1929 e nel 1938. L’attività è ripresa nel dopoguerra, con una serie di “escursioni sociali” in tutte le regioni d’Italia.

Il segreto del successo di queste Escursioni Nazionali, cui aderivano anche 500 e più persone, era un’organizzazione ferrea: ai partecipanti veniva consegnato un opuscolo prima della partenza con tutte le indicazioni pratiche da seguire, abbigliamento ed accessori precisi. Si veniva divisi in squadre, per smistarsi sugli autocarri messi a disposizione per gli spostamenti. Un programma dettagliato anticipava gli spostamenti e gli orari, così da potersi spostare nel modo più pratico possibile.
Facevano da controcanto a questa organizzazione quasi militaresca i momenti di convivialità durante le soste per il pranzo, le cene e gli spostamenti condivisi.

Uno spostamento della carovana durante l'Escursione in Venezia Tridentina, 14 - 19 luglio 1919
I soci a pranzo durante l'escursione in Sicilia del 1923

Il reportage dell’escursione sulla rivista inviata a tutti i soci
Un puntuale resoconto delle escursioni veniva pubblicato, al rientro dal viaggio, sulle pagine della Rivista Mensile e, poi, di Le Vie d’Italia.
A corredo del testo, le fotografie scattate dal fotografo incaricato di documentare l’escursione.

Le vie d'Italia, luglio 1921, p. 721

I campeggi: vita all’aria aperta e all’insegna della condivisione
Una valida alternativa alle escursioni itineranti poteva essere il campeggio. Il TCI ne organizza molti fin dal 1922, con il primo campeggio in Val Contrin, ai piedi della Marmolada.
Meta prediletta è la montagna, con le tende posizionate in alta quota, alle pendici di alcune delle vette più belle – le Pale di San Martino, le Dolomiti di Brenta, l’Adamello, il gruppo Ortles-Cevedale. Il campeggio diventa così la vacanza ideale e un modo per scoprire territori incontaminati e paesaggi di grande bellezza.

Dal primo nel 1922, i campeggi TCI si susseguono per 18 anni consecutivi fino al 1939, tutti in località di selvaggia bellezza. La risposta dei soci fu, come per le escursioni nazionali, entusiasta: al primo campeggio risposero, in due turni, 300 soci – che subito intuirono il tipo nuovo di vacanza che il TCI stava proponendo loro, sportivo, economico ed avventuroso.

Al termine della guerra, la ripresa dei campeggi TCI vede un cambiamento con lo spostamento in località di mare. La prima proposta è, nel 1947, un campeggio all’Isola d’Elba.
Seguiranno quelli di Ischia, Fiascherino, Marina di Ravenna e Punta Ala, a Castiglione della Pescaia.

15° Campeggio del TCI all'Adamello nel 1936
Campeggio TCI alle sorgenti del Travignolo nel 1935: la partenza al termine del secondo turno di campeggio
I partecipanti al campeggio all'Isola Bella arrivano a Marina di Campo nel 1947
Verso il campeggio TCI di Fiascherino nel 1951

Gli anni Cinquanta: la formula della vacanza collettiva si rinnova
Gli anni Cinquanta vedono un aumento delle possibilità di scelta per i soci TCI che si apprestano ad andare in vacanza.
Ai campeggi si affiancano, dal 1946, turni settimanali di “vacanze collettive”, estive e invernali, in contesti notevoli dal punto di vista paesaggistico, a condizioni particolarmente convenienti e con il supporto costante di un funzionario del Touring. Un altro modo per promuovere il turismo e per incentivare la coesione fra i soci e il senso di appartenenza all’associazione.

Fra le mete predilette per questo tipo di vacanze, bellissime località montane, da Sestrière a San Martino di Castrozza e Misurina.

Soci durante le vacanze estive a Sestrière nel 1950
Le vacanze collettive estive a Misurina nel 1953

Gli anni Sessanta: i parchi internazionali di campeggio e i villaggi TCI
A partire dal 1955 e per tutti gli anni Sessanta, il TCI dedica molte attenzioni al tema del campeggio, con l’istituzione di parchi di campeggio internazionali in collaborazione con le amministrazioni cittadine, come il campeggio di Villa Glori a Roma, gestito insieme al comune della capitale.
Un’iniziativa per dare la possibilità di viaggiare in modo economico – dal 1948 esisteva in seno al TCI anche una cassa Viaggi e Vacanze estesa anche ai non soci, per promuovere il turismo anche ai ceti meno facoltosi – e per entrare in contatto con i turisti stranieri in visita.

Risale invece al 1968 l’apertura del primo villaggio turistico del TCI: la località scelta è Punta Cannone e La Maddalena fa da cornice ai “gusci” che compongono il villaggio vacanze, progettati dall’architetto Roberto Menghi per inserirsi nel modo più naturale e rispettoso nel contesto paesaggistico.
Seguiranno a distanza di pochi anni altri due villaggi, uno a Marina di Camerota e l’altro alle Isole Tremiti. Tutti e tre i villaggi continuano ad ospitare ogni anno soci e non soci alla ricerca di una vacanza all’insegna della natura e con un occhio di riguardo per l’ambiente.

Turisti stranieri al Parco Internazionale di campeggio di Villa Glori, nel 1955
Turisti in arrivo al villaggio TCI di La Maddalena, Fulvio Roiter, 1968
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Ritratto di gruppo al Caffè Zanzur, Escursione del TCI in Tripolitania, 29 aprile - 11 maggio 1914
Con il contributo diRegione Lombardia