Prima di diventare un’abitudine collettiva, un diritto sociale e un fenomeno economico, la vacanza è stata un’invenzione culturale. Prima ancora di trasformare le pratiche del viaggio, ha modificato il modo di percepire il tempo, lo spazio e il rapporto con il mondo circostante.
La parola deriva dal latino vacare, che richiama una condizione di disponibilità e sospensione dagli obblighi. Il significato moderno della vacanza prende forma tra Ottocento e Novecento, quando il tempo sottratto alla necessità quotidiana viene progressivamente riconosciuto come una dimensione autonoma dell’esistenza: un tempo dedicato al riposo, alla relazione e alla scoperta.
La nascita della vacanza accompagna la trasformazione della società moderna. L’industrializzazione, la nuova organizzazione del lavoro e la progressiva distinzione fra tempo produttivo e tempo libero modificano il valore attribuito alla pausa e al viaggio. Il tempo non occupato dal lavoro diventa uno spazio sociale nel quale prendono forma nuove pratiche, desideri e modalità di relazione con il mondo.
La storia della vacanza non coincide tuttavia con quella del turismo. Prima della mobilità di massa cambia il modo di guardare il mondo circostante: montagne, coste, campagne e città d’arte cessano di essere soltanto realtà geografiche e diventano paesaggi da desiderare, immaginare e attraversare.
Come ha mostrato Alain Corbin, dall’ormai classico L’invenzione del mare al più recente Terra incognita. Una breve storia dell’ignoranza, presentato dal Touring Club Italiano nella collana Arcipelago, l’attrazione esercitata da un luogo non è un dato naturale, ma il risultato di un processo storico attraverso il quale racconti, immagini e pratiche sociali trasformano uno spazio geografico in un luogo riconoscibile e desiderabile.
Guide, carte, riviste e fotografie partecipano a questo processo: non si limitano a registrare mete già conosciute, ma contribuiscono a costruire l’idea stessa della partenza, preparando lo sguardo del viaggiatore prima ancora dell’esperienza del viaggio.