Una selezione di fotografie che racconta la Lombardia attraverso il cibo, inteso come chiave di lettura del paesaggio e delle comunità che lo abitano: non solo nutrimento, ma memoria, identità e progetto per il futuro.

Piccoli alberghi a gestione familiare, stabilimenti termali e strutture ricettive turistiche

Non solo le bellezze del territorio
“Chi ha viaggiato e vissuto a lungo in Alto Adige, chi ha sostato in Valle di Solda e in Pusteria, chi ha soggiornato in Valgardena e a Merano e a Colle Isarco e a Resia e a Caldaro, non può non essere convinto che le bellezze naturali – invero uniche al mondo nel loro genere – abbiano, sì, attirato il forestiero; ma lo ha invogliato a fermarsi, a ritornarvi e ad affezionarsi a questi luoghi anche la tipica conduzione alberghiera che il forestiero ha trovato.”
Così un articolo pubblicato nel luglio del 1941 sulle Vie d’Italia rende omaggio alle bellezze del Trentino-Alto Adige, in un articolo che fa il punto sul patrimonio alberghiero dell’Alto Adige nel quadro degli accordi economici italo-germanici per il trasferimento degli alto-atesini di lingua tedesca dall’Italia alla Germania.
I numeri, del resto, sono significativi: nel territorio del Trentino Alto-Adige ci sono a quella data 1250 aziende alberghiere distribuite su un territorio di 8195 km e con una popolazione di 318.000 abitanti. Dati statistici affermano, inoltre, che nel 1938 gli alberghi, le pensioni e le locande della Provincia di Bolzano registrarono 3.400.000 presenze.
La gestione familiare degli alberghi: un modello economico vincente
Un’importante caratteristica comune a strutture ricettive è la loro conduzione a carattere artigiano-familiare. Non grandi alberghi, quindi, ma piccole pensioni, quasi sempre affiancate da una piccola azienda agricola o da una bottega di generi alimentari, il cosiddetto “maso”, la cui conduzione è sempre legata ai bisogni dell’albergo.
Un progetto di vita che coinvolge tutti i membri della famiglia, fra gestione delle camere e lavori agricoli: al “maso” prestano solitamente il loro lavoro i fratelli minori del capo famiglia albergatore, in qualità di salariati, mentre le donne della famiglia lavorano in albergo.
Albergo e bottega uniti in questa gestione familiare danno origine ad un complesso economico di notevole reddito. Nelle basse stagioni i profitti della bottega permettono alle famiglie di non intaccare i guadagni dell’alta stagione; ogni annata buona consente, invece, migliorie più sostanziali come l’ingrandimento di una veranda, l’acqua corrente nelle camere o il rinnovo del mobilio.
La genuinità dei prodotti e non solo: filiera corta e km0
Oltre ai vantaggi puramente economici, l’albergatore ha quello non trascurabile della genuinità dei prodotti.
“Ed ecco che il turista, dopo una lunga, aspra ascensione, dopo una snervante giornata sciatoria, dopo una faticosa marcia in montagna, ritorna la sera all’albergo, al rifugio, alla pensione stanco nelle membra ma col pensiero riposante di trovare una tazza di latte munto allora allora nella stalla distante qualche centinaio di passi dalla sua camera; un panini cotto nel forno della casa, infarcito col classico “bauerspeck”, che qualche mese prima..grugniva in libertà per i prati circostanti. Le mele, le pere che il turista addenta con voluttà sono raccolte nel frutteto [..]. Il vino, di color rosato, che va giù da sè, è raccolto nella viglia [..] ed il grappino di lunga vita che il proprietario gli versa con religione [..] è distillato, magari, da un alambicco in una malga lassù sull’Alpe” si legge, nell’articolo del 1941 prima citato.
Produzione a chilometro zero, filiera corta e sostenibilità: l’accoglienza turistica in Trentino Alto Adige è, fin dalla prima metà del Novecento, condita da questi tre ingredienti. La vita semplice è un valido motivo di richiamo per i turisti e un modello economico vincente per quanti, al mestiere dell’accoglienza, affidano il proprio sostentamento.
Il Trentino del benessere: complessi termali, impianti sportivi e lidi per la balneazione
Non ci sono solo alberghi e botteghe ad attendere il turista, ma anche gli stabilimenti termali e gli impianti sportivi che permettono ai villeggianti di svagarsi e divertirsi.
Il Palace Grand Hotel di Roncegno
Un grande esempio di albergo con struttura termale annessa è il Palace Grand Hotel di Roncegno, uno di quegli alberghi sfarzosi in stile belle époque cui potrebbe strizzare l’occhio Wes Anderson.
Il primo stabilimento termale viene qui costruito, nei pressi della sorgente termale, fra 1859 e 1861. Nel 1875 si costruisce l’albergo, con una capienza di 80 persone e dotato di 2 sala bar, 32 cabine di prima classe, 4 cabine di seconda classe, al primo piano una vasta sala da pranzo.
L’albergo, con annesso stabilimento termale, nel tempo passa di proprietà a diverse società e numerose famiglie facoltose, ma è durante l’apporto della famiglia Waiz (fine Ottocento-inizio Novecento), che subisce dei rinnovamenti alla struttura, tanto da vantare il nome di Palace Hotel, dal quale prende poi il nome l’intera struttura.
Una selezione di fotografie che racconta la Lombardia attraverso il cibo, inteso come chiave di lettura del paesaggio e delle comunità che lo abitano: non solo nutrimento, ma memoria, identità e progetto per il futuro.

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