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Passaggio in Campania, fra paesaggi e beni culturali materiali e immateriali

Lungo una strada immaginaria che fiancheggia il Vesuvio, corre lungo la celeberrima costiera, passa per città e beni culturali per snodarsi poi nell’entroterra e nei vincoli delle tradizioni del folklore

Il Vesuvio visto dall'autostrada Napoli - Pompei, Paul Wolff, ca. 1930
Paesaggio lavico sulle pendici del Vesuvio, ca. 1960
Veduta di Amalfi, 1962
Veduta di Amalfi dall'Albergo dei Cappuccini, ca. 1920
Salerno, 1959
Il campanile della Chiesa di Sant'Andrea a Salerno, ca. 1930
La Porta Napoli ad Aversa, Ezio Quiresi, 1962

Tutela e conservazione dei siti archeologici e dei beni culturali
Una fotografia entrata a far parte dell’Archivio del Touring Club nel 1911 introduce il tema della corretta tutela e conservazione dei siti archeologici e dei beni culturali. Un tema già ben presente ai tempi dello scatto – in quegli anni proseguivano alacremente le campagne di scavo e la mappatura dell’intera area pompeiana, come mostra anche la fotografia: un gruppo di francesi partecipanti ad un congresso riservato alla stampa si accalcano nel sito archeologico per poter osservare dal vivo la campagna di scavi.

Fra le bellezze storico-artistiche del capoluogo partenopeo, anche la Chiesa dei Santi Severino e Sossio, a pochi passi dal complesso di Santa Chiara. Nel complesso monumentale è possibile ammirare un ciclo di affreschi della seconda metà del Seicento, intarsi lignei ricchissimi del Cinquecento e preziosi pavimenti cosmateschi. Fra gli arredi, anche un elaborato coro ligneo progettato nel 1560 da Benvenuto Tortelli da Brescia, ospitante un monumentale organo.
Un patrimonio artistico a disposizione del pubblico, oggi, grazie all’accoglienza dei volontari del Touring Club, che rendono possibile l’apertura del complesso.

Auspicabile per il futuro un aumento e una diffusione di azioni di conservazione, tutela e valorizzazione dei molti beni storico-artistici che Napoli vanta. Palazzo Fuga, ad esempio – noto anche come Albergo dei Poveri – è oggetto, oggi, di denunce e appelli per rimediare al degrado in cui il complesso versa. Iniziato a costruire nel 1751, il complesso non giunse mai ad essere completato secondo il progetto originario, che prevedeva un’estensione quattro volte maggiore rispetto a quanto effettivamente costruito. L’Albergo fu destinato, nel corso degli anni, a diversi usi: ospizio per le masse di poveri del Regno prima, poi luogo di assistenza ed educazione per gli orfani, scuola per sordomuti, dal 1937 Istituto di Rieducazione per Minorenni con annesso Tribunale. Un progetto di restauro fu avviato nel 1999 ma l’ala occidentale crollata a seguito del terremoto del 1980 non è stata ancora completata e sul complesso agiscono vincoli di natura diversa che rendono difficile proseguire nelle azioni di valorizzazione.

Migliore la condizione in cui versano, invece, altri importanti complessi monumentali della zona circostante Napoli e della regione, come la reggia di Portici o la Reggia di Caserta. In entrambi i complessi, l’attività di accoglienza da parte dei volontari del Touring Club Italiano rappresenta un’iniziativa preziosa ed efficace di valorizzazione e promozione delle nostre bellezze storico-artistiche.

Turisti francesi in visita al sito archeologico di Pompei, ca. 1910
Veduta di Napoli, ca. 1930
Chiesa dei SS. Severini e Sossio a Napoli: il prezioso coro ligneo del XVI secolo. ca. 1930
L'Albergo dei Poveri a Napoli, Ezio Quiresi, ca. 1930
La Reggia di Portici a Napoli, ca. 1930
Il Teatro di Corte nella Reggia di Caserta, 1962

Fra storia e paesaggio
Dal Teatro di Corte della Reggia di Caserta al Teatro romano di Benevento. Il viaggio continua nell’interno della regione, fra testimonianze storico-artistiche che corrono indietro nella storia e che la recano impressa nella toponomastica e vedute che raccontano di un altro bene da valorizzare e tutelare, il paesaggio.

Il Teatro Romano di Benevento, 1960
Gli affreschi di scuola bizantino-campana della Basilica di Sant'Angelo in Formis a Capua, 1950
La Chiesa di Sant'Eligio a Capua, Ezio Quiresi, 1962
Ariano Irpino, 1950
La Cattedrale di Santa Maria Assunta e San Modestino ad Avellino, Ezio Quiresi, 1962
Veduta di Sant'Agata de' Goti, Ezio Quiresi, 1962
Veduta di Sicignano degli Alburni, Ezio Quiresi, 1962
Veduta di Pietrastornina, ca. 1960

I beni immateriali: tradizioni, saperi e cibo
Dalla pietra delle zone campane interne alla pietra del mare, di nuovo. La Grotta Azzurra di Capri – meta imprescindibile di molti e molti turisti di passaggio per la Campania – fa da snodo per l’ultima tappa del viaggio, alla ricerca di quel patrimonio culturale immateriale – saperi, tradizioni, folklore, cibo – che è altrettanto doveroso tutelare e valorizzare.

Proviene dal mare la tradizione, a Palinuro, di indire periodicamente delle processioni in ringraziamento ai pescatori. Questa e molte altre tradizioni e saperi artigiani sono documentate da fotografie e altri materiali prodotti dal Touring e conservati in Archivio.

Molta attenzione è sempre stata dedicata dal Touring al cibo, inteso come espressione di identità e patrimonio immateriale da conoscere, promuovere e valorizzare. Una cartolina di inizio Novecento fissa, in una scena di genere, la tradizione napoletana dei maccheroni.

Si sofferma a lungo sulla pasta quale elemento fondamentale per la cucina napoletana anche la Guida Gastronomica d’Italia del 1931, il primo volume dedicato dal Touring al cibo e alle eccellenze enogastronomiche del territorio italiano.
Diversamente da “La scienza in cucina” di Pellegrino Artusi, che a partire dal 1891 aveva avviato un censimento delle ricette tradizionali in tutta la penisola, la guida Touring spostò invece l’attenzione sui prodotti alimentari alla base delle ricette, creando un inventario complementare e parimenti interessante.

L’edizione della guida del 1969 introduce, in aggiunta ad una descrizione approfondita ed estesa come nel volume del 1931, anche un sintetico schema che riepiloga le specialità locali di ogni regione città per città, zona per zona. Uno strumento utile per avere subito un colpo d’occhio su cosa, del patrimonio immateriale di cui il cibo è testimonianza sempre viva e pulsante, poter assaggiare.

La Grotta Azzurra di Capri., 1961
Positano, ca. 1940
Processione per il ringraziamento dei pescatori a Palinuro, H. Körte, 1954
Donne in costume tradizionale a Gallo Matese, 1954
Anfore a Camerota, 1960
Costumi napoletani - Monelli mangiamaccheroni, una cartolina di inizio Novecento
Una pagina della Guida Gastronomica TCI del 1931 dedicato alla pasta a Napoli
Una pagina dalla Guida Gastronomica TCI del 1969
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Il Vesuvio visto dall'autostrada Napoli - Pompei, Paul Wolff, ca. 1930
Con il contributo diRegione Lombardia