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Storie di montagna

Le prime gite cicloalpine, la prima settimana bianca, le collane storiche sui rifugi che ogni camminatore teneva nel suo zaino, i grandi alpinisti che hanno collaborato con il TCI

Alla scoperta della montagna: le gite cicloalpine
È del 1898 la prima gita cicloalpina organizzata dal Touring Club. Partecipano in 30 soci, in un giro per tappe che tocca Varallo, Alagna, Macugnaga e Piedimulera.
Seguiranno altre gite sui pedali alla scoperta della montagna e quella ferrovia-bicicletta-trekking in montagna risulterà una combinazione vincente per creare amicizie e rinsaldare i legami fra i soci e per arruolarne di nuovi.
Nel 1899 la seconda gita cicloalpina raccoglie 56 partecipanti, che pedalano fra Chiavenna, il passo Maloja, il Piz Languard, il Passo del Bernina e Tirano.
L’ultima gita cicloalpina ad essere promossa direttamente dalla Direzione Generale del TCI è stata quella sul Monte Rosa, dal 23 al 26 agosto del 1903.
Ne seguiranno molte altre negli anni successive, organizzate poi dai Consoli del TCI distribuiti sul territorio.

Soci del Touring partecipanti alla gita a Trento del 1 maggio 1898

Alla scoperta della montagna: la Commissione Turismo Invernale e l’Annuario di Turismo e Sports Invernali
La montagna si apprezza e conosce camminando ma anche sciando. Gli ski – così si chiamavano ai tempi – fanno la loro comparsa per la prima volta in Italia nel 1896 e, come la bicicletta, diventano presto argomento di interesse per il Touring Club, che subito intuisce come anche lo sport, in tutte le sue forme, sia un modo per portare le persone alla scoperta del territorio.
Nel 1911 viene allora istituita una vera e propria Commissione Turismo Invernale, con l’incarico di diffondere e coordinare le iniziative proposte in questo senso e di promuovere attività pratiche collegate alla montagna e allo sport: gite per i soci – nel 1911, ad esempio, il Consolato di Torino organizza una “gita in slitta attraverso il Cenisio” – ma anche strumenti pratici come annuari e opuscoli a tema.
Nel 1912 viene pubblicato un Annuario di Turismo e Sports Invernali. Si tratta di un libretto di 212 pagine illustrate che racconta gli esordi del turismo invernale in Italia, descrivendo le prime stazioni sciistiche e molto altro. Una vera e propria chicca da sfogliare.

In primo piano, l'Annuario di Turismo e Sports invernali del 1912

Alla scoperta della montagna: nasce la “settimana bianca”
Nasce in questo modo anche la “settimana bianca”, i 7 giorni di vacanza sulla neve con cui spezzare il ritmo dell’inverno diventati poi una consuetudine per molti.
La prima viene organizzata dall’1 al 6 marzo 1911 nella Valle dello Spluga, a Campodolcino e a Madesimo, la seconda si tiene fra il febbraio e il marzo del 1912 a Ponte di Legno e altre vacanze collettive sulla neve seguiranno negli anni a venire.

La settimana bianca del TCI a Madesimo, nel 1911
La settimana bianca del TCI a Madesimo, nel 1911

Il gruppo degli sciatori a Formazza
Le vacanze collettive sulla neve continuano poi con successo nel corso degli anni: dal 7 al 12 febbraio del 1931, ad esempio, i soci sono in Val Formazza per una gita che li vede sugli sci e con le slitte.

Il gruppo degli sciatori a Formazza, febbraio 1931
Settimana invernale del Touring Club sui Pirenei: la scalata del Canigou, prima del 1911

Gli strumenti per l’esplorazione della montagna: le guide
Per partire alla scoperta della montagna e delle sue vette, è necessario avere informazioni anche molto pratiche e dettagliate sui punti di accoglienza disponibili lungo il percorso, sui dislivelli da affrontare, sulla conformazione dei gruppi montuosi.
A partire dal 1929 il Touring Club, in collaborazione con il CAI, pubblica due collane che diventeranno un punto di riferimento per ogni camminatore in montagna.

Gli strumenti per l’esplorazione della montagna: la collana “Da rifugio a rifugio”
Il primo volume vede la luce nel 1929 ed inaugura una collana dedicata alla montagna e modellata su autorevoli esempi tedeschi, “Der hochtourist in den Ostalpen” e “Von Hütte zu Hütte.
Ne seguiranno altri 10, per un totale di 11 volumi che saranno un valido aiuto per i camminatori di montagna in virtù della completezza dei dati e del loro ordinamento funzionale e pratico.
Ogni volume, dopo una piccola introduzione, è diviso in base ai gruppi montuosi presenti nella zona interessata; sono poi descritti tutti i rifugi presenti e, alla fine del volume, è presente una carta d’insieme al 250.000 e delle cartine schematiche utili per orientarsi.

Da Rifugio a Rifugio, collana in 11 volumi edita dal TCI in collaborazione con il CAI

Gli strumenti per l’esplorazione della montagna: la collana “Guida dei Monti d’Italia”
La collana viene sviluppata dal TCI in collaborazione con il CAI a partire dal 1934. Il primo volume ad essere dato alle stampe è quello delle Alpi Marittime, nel 1934. Ne vengono pubblicati 9 volumi entro il 1943 per poi riprendere la produzione al termine della guerra. A rendere la collana molto apprezzata e diffusa, un impianto contenutistico molto lineare e che si ripete invariato di volume in volume e una grafica sempre uguale per formato e impaginazione.

Ciascun volume è diviso infatti in 5 parti: una sezione introduttiva con notizie sul gruppo montuoso nei suoi aspetti generali, orologia, morfologia, flora, fauna storia, storia alpinistica, economia; una parte sulle “Vallate e vie d’accesso”; una terza parte sui “Rifugi e punti di appoggio”; una parte “Alpinistica” e una “Sciistica”. Nella parte alpinistica sono elencati tutte le cime e i valichi in ordine topografico, distinti da un numero; per ognuno, sono descritti gli itinerari di salita, distinti da una lettera, con tutti i particolari utili all’alpinista. Ad accompagnare il testo, ci sono tre tipi di illustrazione: schizzi, a penna, con i tracciati delle vie di ascensione; cartine schematiche per chiarire la successione di cime e valichi e fotoincisioni, per illustrare le vedute più suggestive e utili a commento del testo.

I volumi della collana portano la firma di personaggi di primo piano nel mondo della montagna: il volume “Pale di San Martino” uscito nel 1935 è curato da Ettore Castiglioni (1908-1944), ricco milanese laureato in giurisprudenza che scala per la prima volta le Dolomiti a 15 anni e da allora si innamora per sempre della montagna. Apre oltre 200 vie nell’intero arco alpino e, al tempo della Resistenza, si adopera insieme ad altri sull’Alpe Berio per aiutare gli antifascisti a riparare nella vicina Confederazione svizzera. Morirà assiderato nel marzo del 1944, in procinto di compiere una missione per incarico del CLN.
Altri volumi sono a firma di Silvio Saglio (1896-1964), uomo di montagna cui va il coordinamento della collana Guida Monti d’Italia, compagno di scalate dello stesso Castiglioni e di altri come Vittore Bramani. Dal 1926 nella Sem, Società Escursionista Milanese, ne diventa Presidente nel 1954 e fino alla morte, nel 1964.

Guida dei Monti d'Italia
Guida dei Monti d'Italia

Materiali d’autore: i provini fotografici di Ettore Castiglioni
Di Ettore Castiglioni conserviamo in archivio centinaia e centinaia di provini fotografici, un corpus di materiali ancora da inventariare e studiare a fondo ma che sicuramente rappresenta una testimonianza importante e preziosa sulla montagna e su uno dei protagonisti assoluti del mondo della montagna nel Novecento.

I provini fotografici di Ettore Castiglioni

Materiali d’autore: il fondo Saglio
Anche questo fondo ancora da studiare e catalogare nel dettaglio, raccoglie circa 5.000 fotografie e lastre e 700 volumi sulla montagna appartenuti a Silvio Saglio oltre ad altri materiali di vario tipo, fra cui schizzi e disegni.
Questo materiale è probabilmente servito per Saglio come fonte di studio e documentazione per la redazione anche dei volumi della collana Guida dei Monti d’Italia.

Materiali d'autore: il fondo Saglio

Materiali d’autore: le fotografie di Vittorio Sella
Fanno parte del Fondo Saglio – e altre sono collocate nella sezione tematica “Orografia” dell’Archivio Fotografico – anche alcune stampe all’albumina di Vittorio Sella (1859-1943), come da timbro a secco presente sulle stampe.
Vittorio Sella era nipote di Quintino Sella, il fondatore del CAI. Alpinista e fotografo, gli annali conservano la sua memoria per le traversate del Cervino e del Rosa e la prima traversata invernale del Monte Bianco – oltre che per la partecipazione a spedizioni in Alaska, in Uganda e sul K2, nel 1909. Le sue fotografie sono di diritto fra le più belle fotografie di montagna mai scattate.

PuntaThurwiever e grande cono di ghiaccio dal Giogo Alto, 1915-1918

Un album ricordo: il primo Trofeo Mezzalama
A chiudere questo piccolo approfondimento sul tema della montagna, nella sezione album fotografici conservata in archivio, è conservato un album che racconta del primo Trofeo Mezzalama, una gara internazionale di scialpinismo sul Massiccio del Rosa che si è tenuta per la prima volte nel 1933.
Voluta dal CAI, dallo Ski Club Torino e dal Club Accademico Alpino, la gara ha lo scopo di onorare la memoria di Ottorino Mezzalama, pioniere dello scialpinismo morto in circostanze tragiche nel 1931. Negli anni Trenta la gara si terrà sei volte.

Dettaglio dell'album dedicato al primo Trofeo Mezzalama
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Turisti e passanti in piazza Duomo a Milano, 1950
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Pattinatrice sul ghiaccio a Cortina d’Ampezzo, 1950
Soci del Touring partecipanti alla gita a Trento del 1 maggio 1898
Con il contributo diRegione Lombardia