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Progetto Beato – Storia di un archivio

Una storia di recupero e valorizzazione nata dalla collaborazione fra SOS Archivi e Touring Club Italiano

17 maggio 2018

L’esposizione – dal 16 maggio al 24 giugno 2018, presso la Sala Conferenze del Civico Archivio Fotografico di Milano al Castello Sforzesco – delle 48 stampe all’albumina di Antonio Beato che conserviamo in archivio costituisce una tappa di fondamentale importanza all’interno di un progetto di valorizzazione durato un anno, che si è articolato in diverse tappe e che è stato reso possibile grazie al contributo e al sostegno di Sos Archivi.

Associazione che opera per il recupero e la tutela dei beni archivistici e per la diffusione di una cultura operativa finalizzata ad una corretta tutela del patrimonio storico e culturale, Sos Archivi ha scelto il nostro Fondo Beato come primo progetto dedicato alla valorizzazione di un fondo archivistico, a cui seguiranno in futuro altri progetti che l’associazione continuerà a sostenere e seguire in linea con il proprio statuto e la propria mission.

Un anno e 4 tappe, questa la timeline del progetto che abbiamo realizzato insieme.

Lo abbiamo raccontato in alcuni video, che ripercorrono tutto l’iter del progetto e testimoniano questa bella storia di archivio e di diverse professionalità che lavorano insieme ad un obiettivo comune, valorizzare la nostra memoria.

 

 

  1. IL RESTAURO

Prima di ogni altra operazione, le stampe di Antonio Beato sono state sottoposte ad un accurato intervento di restauro.

Le stampe si erano, infatti, incurvate nel corso del tempo rendendo impossibile anche procedere alla loro digitalizzazione.

Oltre ad ovviare all’imbarcatura dei supporti, il restauro ha consentito di rimuovere il particolato atmosferico che si era depositato sulle stampe e le parti che erano state aggiunte alle stampe.

Ce lo spiega nel dettaglio Paolo Crisostomi, titolare dello Studio Crisostomi di Roma cui è stata affidata questa delicata operazione di restauro.

2. LA DIGITALIZZAZIONE

Seconda tappa di progetto, la digitalizzazione è una fase estremamente importante perchè è l’operazione che garantisce la tutela degli originali, che non dovranno più essere maneggiati ogni volta, e opera per una fruizione più immediata e agevole dei contenuti.

Tutte le 48 stampe all’albumina che compongono il fondo sono state digitalizzate con scanner professionali ad alta risoluzione, sia al recto che al verso di modo da conservare ogni possibile informazione presente sull’oggetto fisico.

Due i formati creati, uno ad altissima risoluzione e a scopo conservativo e uno a media risoluzione, per la fruizione web delle immagini.

La digitalizzazione è stata effettuata da Bucap, come illustra Elena Fantini, warehouse and logistic manager dell’azienda.

3. L’ESPOSIZIONE

Di fondamentale importanza l’esposizione dei materiali, per far sì che il pubblico si avvicini all’archivio e ne percepisca la ricchezza e la preziosità dei contenuti e il ruolo che questi contenitori della memoria che sono gli archivi hanno nel conservare, comunicare e valorizzare quanto custodiscono.

Ce lo spiega Roberto Mutti, curatore della mostra “Antonio Beato – Viaggio in Egitto”, dal 16 maggio al 24 giugno 2018 alla Sala Conferenze Civico Archivio Fotografico – Raccolta delle stampe “A. Bertarelli” al Castello Sforzesco di Milano.

4. LA VALORIZZAZIONE

A completare la valorizzazione di questo importante fondo, abbiamo condotto un’attività di narrazione online su Digitouring, con un percorso tematico dedicato alla figura di Antonio Beato e alle sue stampe.

Tutte le 48 fotografie sono state catalogate e sono consultabili online, mentre il percorso ne seleziona alcune e racconta la figura di Antonio Beato, il contesto in cui la sua attività di fotografo va collocata, i soggetti delle stampe e una curiosità legata alle “istantanee” di fine Ottocento.

Una modalità in più per fruire di questo importante fondo, che non sostituisce la visione diretta degli originali ma consente di ripercorrere la mostra e di acquisire informazioni aggiuntive o di poter scoprire qualcosa di questo fondo qualora non si abbia avuto la possibilità di visitare la mostra di persona.

A raccontare le possibilità di valorizzazione online è Ilaria Parma dell’Archivio TCI, che ci presenta le opportunità che in questo senso il nuovo Digitouring offre.

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